Ci sono cose che ci rifiutiamo di credere possibili.
Eppure queste cose accadono. E anche quando veniamo a sapere che sono effettivamente accadute, beh, ci vogliono ore, a volte giorni, perché il senso di quello che abbiamo saputo ci pervada.
Winterblossom era una ragazza presuntuosa, sì. Convinta, se non altro, di conoscere LUI meglio di chiunque altro.
Dunque, nonostante indizi macroscopici e una spiccata capacità di analisi, Winterblossom non riesce ad anticipare nemmeno una parola del dialogo seguente (dialogo, sia detto per inciso, che verrà ricostruito un po’ a braccio, perché quando Winterblossom ci ripensa, adesso, non sente proprio le parole di lui, sente un indistinto brusio…).
- Ciao
- Ciao
- Ti trovo bene…
- Grazie. Cos’è che mi dovevi dire di così urgente e così di persona, eh?
Winterblossom è fiera della sicumera che riesce a dimostrare. Sono guarita, sto bene, non lo amo piùùùù, pensa divertita. Ah ah.
- Stamattina ti ho detto che esco con una…
- No. Stamattina mi hai detto che scopi con una.
- Ecco. Penso sia giusto che tu sappia tutto. Così puoi essere completamente libera di vivere la tua nuova storia.
Winterblossom non coglie. Non anticipa. Non legge l’imbarazzo nella voce di lui. Winterblossom sorride (è stupida) e gli fa pac-pac sulla spalla sinistra, per accompagnare il racconto.
- Non è iniziata adesso.
- Cosa?
- La storia con F (F= la segretaria bionda)
- Dai? L’hai chiamata appena ci siamo lasciati, ah ah, neanche il tempo di lasciare raffreddare le lenzuola, ah ah…
Winterblossom ride. E’ davvero scema…
- Tre anni fa.
- Tre anni fa cosa?
- Ti ricordi che ho passato quel periodo terribile…il lavoro, i cazzo di parenti che mi davano il tormento…
- …
- Sono andato a letto con lei.
Winteblossom è una personcina dotata di una certa logica. E non vede un nesso fra le ultime due frasi che ha sentito. Ma, finalmente, capisce che lui le sta dicendo la più banale e ordinaria della cose: l’ha tradita.
E non ci crede. Impossibile.
- Una settimana, non di più, la prima volta. Poi si è trasferita, per lavoro, in Irlanda.
- La prima volta?
- Poi l’anno dopo, quando è tornata per le ferie.
- E…?
- Poi ancora l’anno dopo…
Winterblossom lo guarda e, per la prima volta, lo vede e sente le sue parole.
E adesso è davvero troppo stanca, e intristita, per continuare questo racconto…