Correre…
Appena scendo dalla macchina mi chiudo ad ogni rumore esterno infilando gli auricolari del lettore MP3. Uno sguardo veloce all’orologio. Comunque so già quanti minuti impiegherò a percorrere i quattro km di sentiero che cominciano appena oltre il parcheggio.
Comincia la musica e io non sento altro, non i miei passi, non il mio respiro. Corro.
All’inizio lentamente, curva a destra, curva a sinistra.
Ecco, adesso comincia la prima salita, breve, ma il ritmo della batteria, o un assolo di chitarra costringono le mie gambe in una cadenza uniforme, energica.
E io sto sorridendo, lo so.
Io canto, senza curarmi che qualcuno possa sentire la mia voce soffocata dalla fatica.
When you get what you want but not what you need …
E’ così, lo so io come lo sai tu…non possiamo tornare indietro, ma solo da dove siamo ora, solo da qui, riusciamo a vedere chiaramente cosa eravamo l’uno per l’altra. E cosa abbiamo perso.
When you loose something you cannot replace …
Discesa. I passi sono veloci. I piedi sembrano conoscere ogni irregolarità del terreno, ogni sasso o radice, le braccia si piegano per evitare i rami più bassi.
La felicità del corpo che si libera di ogni ricordo, che si scuote di dosso le tue mani le tue parole, che sputa fuori con il sudore quello che mi hai detto, quello che non riuscivo a capire da sola.
Don’t cry to me
If you loved me
you would be here whit me
Cosa è stato vederti piangere, qui, in questa casa, con le spalle schiacciate dai singhiozzi
Tu che non hai pianto neanche quando è morto tuo padre, amore mio
And every time you speak her name
Does she know how you told me you’d hold me
Until you die, ‘till you die
But you’re still alive
Immaginarti mentre fai l’amore con lei, mentre la tocchi, mentre cerchi sulla pelle di lei quello che non hai trovato poggiando le mani sui miei fianchi i miei seni
Correre, quando piove, con le foglie appesantite che sembrano accarezzare le mie braccia, con tenerezza, lasciare un segno sui palmi delle mani, che tengo aperte davanti al petto
correre, senza incontrare nessuno, ridere di come ogni ricordo sembri lontano superfluo estraneo
quello che importa, adesso, è il prossimo passo, pensare alla musica, pensare alla fatica dei muscoli
questo è reale
non il mio incantamento
non la mia stupidità
l’ultima salita, lunghissima, estenuante
wake me up inside
call my name and save me from the dark
bid my blood to run
before I come undone
save me from the nothing I’ve become
Nessuno mi richiamerà in vita, nessuno soffierà la mia anima dentro la mia carne come il Dio della Genesi per dare vita ad Adamo.
Correre, fino alla fine del sentiero, fino a sentire che non c’è più fiato nella gola, non ci sono più lacrime secche sotto le palpebre
Non c’è niente al mondo se non gli alberi che si chiudono a nascondere il sole e la luce che si inganna dentro le pozzanghere e il vento ed io.