LAVORI IN CORSO

Winterblossom, e chi ha avuto la sorte di capitare da queste parti qualche giorno fa lo sa, ha iniziato dei lavori di ristrutturazione di un soffitto cadente. Ha iniziato significa che li sta facendo lei stessa medesima con le sue proprie mani.
Winterblossom, diciamolo, ha sopravvalutato le proprie capacità.
Winterblossom ha già investito una cifra considerevole per acquistare materiale e attrezzi. Proprio ora torna da un Brico Center, dove ha comprato una spatola e dell’interessante stucco da finitura che, spera, levigherà magicamente la superficie butterata del cavolo di soffitto.
Winterblossom ha un terribile difetto: è insopportabilmente orgogliosa. Argh! Se ha detto che farà una cosa la farà!
Attenzione a voi, vicini di casa e parenti maschi col consiglio a fior di labbra! Le spatole per stendere lo stucco sono affilate come coltelli….

A.

Ieri sera l’ho rivisto. Era in macchina, al telefono, fermo sul ciglio della strada.
Rumorosa inversione a U, accosto, mi avvicino al finestrino pensando appena cazzo non sono neanche truccata… Mi passa un amico, scherzo, Filippo, ciao, io sono la ex!

Solo….la voglia di toccarti, ma non toccarti per desiderio, toccare la tua carne perchè sento che mi appartiene, che la sua dimora è fra le mie mani
e parlare
e stupirsi di come non sembri passata un’ora da quando eravamo insieme
e guardarti e riconoscerti
domandarsi, una volta di più, come abbiamo potuto lasciare che finisse.
Tutto qui.

DE AMORE

- Prova ad immaginare di essere tu, se ci riesci. Non oggi, non fra un mese. Fra tre anni magari. Incontri un’altra donna, la desideri, ogni giorno di più. Lei ti vuole. E tu non puoi fare a meno di prenderla, di averla. E poi capisci che è me che vuoi, me che ami. Dimmi, che senso avrebbe raccontarmi tutto, dopo?

- Il senso di colpa…

- Vedi? Il senso di colpa, solo quello. Ora prova ad immaginare che io non sopporti di sapere quello che mi hai confessato, che non sopporti più di stare con te DOPO che tu hai capito di volere proprio me. Riesci a sentire la disperazione di quell’istante?

- Sarebbe così. Ho sempre pagato nella vita per gli errori che ho commesso. Mai avuto sconti, mai.
Ma io non potrei farlo. Non l’ho mai fatto. Il momento in cui dovessi desiderare un’altra donna sarebbe il momento di chiudere con te. Non si può mentire pensando davvero che non si sta facendo del male a nessuno perchè nessuno saprà…Non potrei, davvero.
Non parli? Credi che non sia vero quello che ti ho detto?

- Ogni cosa è vera, amore, fino al giorno in cui smette di essere vera.

MAESTRE TRANSITIVE

A breve le nomine delle maestre.
A quanto pare da noi non ci vuole venire nessuno.
"Scuola speciale" fa "strano", fa paura…

Il primo ricordo del settembre dell’anno scorso: maestra A a maestra B:
"Marie’, salimi a Ggggemma in ascensore".

Chissà se l’inizio dell’anno scolastico 2007-08 sarà così sfolgorante, così pregno di chicche linguistiche!

E i bambini? Ah!
Qualcuno riuscirà mai ad eguagliare il lapidario: "Ivan, giochiamo a tagliare la legna. Tu fai il tronco"?
No. Me lo dico da me. Certi vertici si sfiorano una sola volta, nella vita…

LA DILATAZIONE DELL’ATTIMO

Continuamente anticipo quello che non vorrei mai che accadesse, ma che so accadrà. Pochi giorni, solo pochi giorni.
Mi chiedo se vivere nel pensiero QUEL momento servirà a diluirne il dolore.
Mi chiedo se, invece, non sarà servito solo ad amplificarlo, a moltiplicarlo.

Forse è preferibile essere colti alle spalle dagli eventi.
Non avere il tempo e la tentazione di guardare cosa ci aspetta.
Forse.

LUCE

Il cielo era nuvoloso, questa mattina, appesantito da coltri di differenti grigi, senza luce, senza respiro.
Sulla linea dell’orizzonte, a ovest, verso il tramonto, verso la morte, si è fatta strada una striscia d’azzurro perfetto e la visione delle Alpi, fiorite di neve e sole, lucide, nitide, come se fra loro e i miei occhi non ci fosse il velo dell’aria.

La bocca si è alleggerita di un sorriso e non ho potuto fare a meno di ringraziare, ed esserne felice.

bandiera pirataDal balcone del mio vicino sventola da ieri questa bandiera.
Sono indecisa: è un sintomo di bizzarra genialità o la riprova del fatto che è un coglione?

DISASTRI DOMESTICI

Ho ottimi motivi per essere d’umor nero.
Infatti sono d’umor nero.
Sintomi evidenti:
- colorito verdastro (mamma di Winterblossom: "Ta se’ verda").
- spalle curve
- sospirone cavernoso a intervalli regolari.

LA CURA
La cura è semplice. Mi sento di consigliarla a tutti: lavori di ristrutturazione.
Ho la fortuna di avere una vecchia casa con macroscopici problemi che suggerirebbero una ristrutturazione globale. Ma i soldi per la suddetta ristrutturazione Winterblossom non li ha. Winterblossom è diventata (crede di essere) un’esperta in arti murarie (categoria da lei inventata).

Adesso Winterblossom prende un martello e svariati strumenti di cui non conosce l’uso proprio ma di cui farà l’uso improprio che le occorre: divellere con bruta forza, dal soffitto di un corridoio, dei pannelli di coso, come si chiama…quella roba che si sbriciola. Vabbè, si è capito. Sotto ci sarà un disastro, ovvio, se qualcuno ha ritenuto di coprire con i pannelli di coso, ah ecco, polistirolo, sotto, come minimo, ci sono tre centimetri di muffa verde.
Winterblossom assapora il momento in cui si paleserà in tutta la sua bruttezza quello-che-sta-sotto. Sìsì.

POI penserà a cosa fare.
Winterblossom deve tenere la mani impegnate, deve evitare che il cervello frulli come i giocatori di un calcetto impazzito (o Calcio Balilla? Boh!).

Soffitto muffosooo. Arrivoooooooooooooooo!Picture 89Pregasi notare anche l’impianto elettrico (angolo in basso a sinistra) assolutamente A NORMA.
E comunque la muffa mi sembra rossastra….sarà un buon segno?

Ci risiamo.escher pozzanghera
Ti guardo e ti vedo per quello che sei, senza tenerezza, senza amore.
In giorni come questo non puoi fare niente. Lo sai, e la tua voce tradisce questa consapevolezza, tradisce la paura.
E’ la tua paura che mi impedisce di girarmi e andare via, di sparire da davanti ai tuoi splendidi occhi.
Poi torno a casa e penso a lui, a quello che avrei potuto fare e che ancora potrei fare, a quello che sarebbe stato di me se, se, se…

Quale è l’inganno, quale è la bugia?
La felicità con cui ti sfioravo le labbra, due sere fa?
O questo?