ACQUA E SALE

Qualche anno fa Winterblossom legge che ci sono donne la cui bellezza viene esaltata dalle lacrime, altre il cui viso si deforma e gonfia e arrossa quando piangono.
Alla prima occasione – e Winterblossom è una dalle lacrime facili, diciamolo – alla prima occasione Winterblossom si guarda allo specchio dopo avere pianto e non può fare a meno di constatare di appartenere alla seconda categoria.
La portata di questa rivelazione è notevole, perchè ogni qual volta Winterblossom sentirà che sta salendo dal diaframma l’onda delle lacrime, beh, sa che aspetto avrà il suo viso. Sapendolo, cercherà conforto nella solitudine, o volterà gli occhi facendo finta di guardare il paesaggio.

Winterblossom oggi ha imparato un’altra cosa.
Il vento di settembre asciuga rapidamente la componente acquosa delle lacrime e il sale che resta gonfia le palpebre arrossa la pelle schiarisce l’iride.

Winterblossom cerca di far prevalere la sua consapevolezza estetica ma è proprio sciocca.
Si è convinta che se non lascia traboccare l’acqua che le ha invaso i polmoni finirà col soffocare.
E allora piangi, Winterblossom.
Ma che non ti veda nessuno, per carità…

LUCE

Il cielo era nuvoloso, questa mattina, appesantito da coltri di differenti grigi, senza luce, senza respiro.
Sulla linea dell’orizzonte, a ovest, verso il tramonto, verso la morte, si è fatta strada una striscia d’azzurro perfetto e la visione delle Alpi, fiorite di neve e sole, lucide, nitide, come se fra loro e i miei occhi non ci fosse il velo dell’aria.

La bocca si è alleggerita di un sorriso e non ho potuto fare a meno di ringraziare, ed esserne felice.