Mi ritrovo a pensare. Quante le persone che sono rimaste indietro, che non hanno più attraversato i confini incerti del mio passato.
Gli amici, quelli conosciuti fin dall’asilo, la bambina riccioluta con cui progettavo il boicottaggio del riso con i piselli e la fuga dalla colonia estiva, il ragazzo timido che preferiva stare con me piuttosto che confrontarsi coi suoi coetanei, Renata, dagli occhi verdi e l’anima annebbiata, che si è innamorata di me al liceo, le decine di persone incontrate, poi, sui banchi di un’aula universitaria, o con cui ho giocato anni a pallavolo…
Nessuno che ricordi con il reale desiderio di avere ancora vicino.
Eli, ti ricordi con quanto affetto ascoltavo le tue interminabili telefonate, con quanta pazienza cercavo di mettere ordine fra le girandole dei tuoi pensieri, la fatica con cui cercavo di rispondere alle tue domande?
Ricordi come è finita ogni cosa?
E non mi manchi.
A volte sono colta dal senso di perdita. Ma so che è un attimo. So che DAVVERO sono altre le cose che ho perduto, altre le persone che non POTRO’ rivedere più.
Ecco. Adesso l’ho detto. Vi ho voluto bene, vi voglio bene. Ma non ho bisogno di voi.