Alla fine della strada prendi la prima uscita. Ricalcolo.

- Ciao, Winter, ho bisogno di parlarti.

- Certo (qualsiasi cosa ritardi il mio ingresso in questa classe viene accolto col tripudio intimo che una tribù di beduini nomadi attribuirebbe all’approssimarsi di un’oasi), anche se così farò tardi in classe.

- Sì, ma comunque volevo parlarti di Alex. Sto valutando una serie di possibilità. Parlare coi genitori è inutile, lo sai meglio di me, ma comincio a chiedermi se sia pronto per affrontare un esame.

- Cioè, in pratica, sto valutando la possibilità di bocciarlo.

- Ti vedo perplessa, Winter. Capisco, tu gli vuoi bene, gliene voglio anche io, in fondo, ma se me lo immagino l’anno prossimo, in una scuola professionale, senza nessun tipo di contenimento, senza sostegno, senza educatrice…non so, secondo me tempo due mesi e viene esplulso. Forse restare qui un altro anno, in una classe magari più tranquilla, gli darebbe modo di maturare. Certo, io non ci sarei perché ho già chiesto (e ottenuto, buah-ah-ah) il trasferimento, ma tu potresti aiutarlo, insieme al nuovo insegnante di sostegno, a fare qualche passettino in più, limare certi atteggiamenti, non so…

- Ok, vedo che sei un po’ in palla. Io ci terrei ad avere un tuo parere, vorrei che fosse una scelta condivisa, come dire. Ne parliamo la settimana prossima va bene? Dai dai, su, animo! Potrebbe essere la cosa migliore per lui!

 

Allora. Coso, lì, prof. Capiamoci. C’è un unico motivo grazie al quale io sto sopprimendo il desiderio santo e giusto di aprire la finestra e catafottere di sotto IlMioBambino. E questo motivo ha nome “otto giugno”, ultimo giorno di scuola. Capiamoci, ripeto. Che la mia permanenza nella vita de IlMioBambino si prolunghi oltre quella data non è contemplato, non è previsto negli oroscopi, non è umanamente ipotizzabile. Sono quattro interminabili, faticosissimi anni che provo a fare di lui una creatura umana. Umanoide, va’. Basta, finito.

Vuoi bocciarlo?

Ma. anche. no.

 

INIZI PROMETTENTI

- Ciao, tutto bene? Passate bene le vacanze? Oggi prendo servizio e domani vado in maternità.
 ( Drin drin drin) Pronto? La segreteria…. Ah! Bene!
  Mi correggo: vado in maternità da adesso!

- …
- …

- Lei è la mia sostituta. Si chiama Concetta. Concetta, buon lavoro. Ciao a tutte!

- Allora, ehm, allora, vedo che state disegnando la vostra manina. Bambini, questo dito si usa per INDICARE, quindi si chiama i-, i-, in-, in-, ind-, ind-…

- Scusa, Concetta. Allora, guarda, lui, lui e lei non parlano. Lui è sordo e lui non capisce una parola di  italiano. Ecco.

- Capisco. Ehm.
  Ma non posso cambiare classe?

- …

- Quando suona la campanella dell’intervallo?

MAESTRE TRANSITIVE

A breve le nomine delle maestre.
A quanto pare da noi non ci vuole venire nessuno.
"Scuola speciale" fa "strano", fa paura…

Il primo ricordo del settembre dell’anno scorso: maestra A a maestra B:
"Marie’, salimi a Ggggemma in ascensore".

Chissà se l’inizio dell’anno scolastico 2007-08 sarà così sfolgorante, così pregno di chicche linguistiche!

E i bambini? Ah!
Qualcuno riuscirà mai ad eguagliare il lapidario: "Ivan, giochiamo a tagliare la legna. Tu fai il tronco"?
No. Me lo dico da me. Certi vertici si sfiorano una sola volta, nella vita…