Open (empty) space

In un momento imprecisato del pomeriggio del 6 di gennaio un’amica mi dice Ho trovato la forza morale per caricare la lavatrice

Nella notte di quello stesso giorno uno dei miei sogni viene interrotto bruscamente dalla caduta imprevedibile di un Caravaggio (vabbé, dalla cartolina che riproduce un quadro di) che colpisce di taglio, con fragore inaspettato, il cassettone posto al di sotto della sua consueta collocazione (e cioè a dirsi una mensola).

Mi sveglio dunque di soprassalto ed esclamo E anche quella lavatrice finirà sopra il mucchio delle cose da stirare lo sai vero.

(Devo rappezzare lo spazio, almeno quello mentale. Distanze e vicinanze devono cambiare posto. La scacchiera è di un solo colore, non si va da nessuna parte)

[Questa foto non è mia, ma io ero lì, quando è stata scattata)

Babu Song and friends (and another “o”)

- Buongiorno preside, scusi il disturbo ma Alex insiste nel dire che le ha portato 5 euro, questa mattina, e che lei deve dargli il resto di 2. Non ho capito bene a cosa si riferisca ma mi ha detto che qualcuno ha rubato un portafoglio.

- Sì, entri pure. Alex, quindi devo darti il resto…certo.

-Ah, quindi aveva ragione. Ma posso sapere cosa è successo?

- Un ragazzo ha rubato dei soldi ad una pensionata, in chiesa. 160 euro. Alex, in verità, è coinvolto solo perché si è fatto pagare un panino dal colpevole. Sto cercando di raccogliere i soldi per restituirli alla signora.

Winterblossom riaccompagna in classe Alex, che ha la faccia di uno che vorrebbe tanto tanto aver avuto il “coraggio” di fare una prodezza simile, invece di limitarsi a buttare delle scarpe nel cesso o a rubare una giacca.

-Alex, ti rendi conto di quale schifezza ha fatto questo tuo amico? Di che razza di stronzo sia?

Winterblossom alza lo sguardo. Le parole che ha appena pronunciato le hanno ricordato quelle che ha detto pochi giorni prima, mentre fissava pensierosa delle putrelle d’acciaio con sezione a doppia T (non a I, capra). Per un attimo si è distratta dalla voce alla sua sinistra, ma quando ha ricominciato a fare attenzione la voce stava raccontando di una tizia che ha fatto carriera accumulando una serie di impressionanti porcate. La voce sembrava disapprovare questo comportamento. Impressione errata, ma non divaghiamo. Winterblossom si ferma nel corridoio davanti al bagno delle ragazze e guarda Alex, il suo sguardo stolido. Ripete a lui, ma con molta più convinzione, quello che ha detto in risposta alla voce. E cioè che lei è profondamente convinta, in modo molto difficile da definire razionalmente, ma profondamente convinta, che il male che si fa, prima o poi, torna al mittente, come un boomerang che nel suo lungo e imprevedibile volo cambia aspetto, colore, cambia forma e natura. Ma. torna. indietro.

Alex tace, Winterblossom gli sorride.

- Dai, ciccio, non mi fare il tremebondo. Vieni che ti racconto la triste storia dell’Uomo che Odiava il Natale.