Mi sono tolto le scarpe. Senti puzza?

- Maaaaa, IlMioBambino, ti sei depilato le sopracciglia?

- Sì, visto che figo? Solo che me le ha fatte troppo dritte qui.

-Evabbé, come hai passsato le vacanze di Pasqua, IlMioBambino?

- Figo, sono andato alla Schiranna alle giostre. Ho speso 100 euro. Tipo che mio papà mi ha dato 50 euro, io ho detto alla nonna che non c’avevo soldi e se mi dava 20 euro, ho detto al nonno che non c’avevo soldi e se mi dava 20 euro. E poi mia mamma ha pensato che non c’avevo soldi e mi ha dato 10 euro. E poi c’avevo la tipa, cioè, almeno un giro lo devi offrire, no?

- Cento euro. Vabbé. Dicevamo, la tipa?

- Sì, l’ho conosciuta su feisbùc. Siamo stati insieme cinque giorni e tre ore.

- Un record. Molto bene molto bene io direi di fiondarci abbomba sulle espressioni, mi sei d’accordo?

- Oh, Wii, ma mi impari a fare le foto con la westcam?

-…

- No, ho già capito che te pensi che voglio fare il porno. Ma mica sono così scemo che pago per vedere una nuda, cioè, c’è iuppòrn che è gratis.

-…

- E poi, Wii, io ho capito una cosa. Che Dio ha creato solo una cosa regolare, sopra e sotto, mentre le altre cose, te mi capisci no?, le altre cose, tipo bocca e, lì, cioè, lì ma dietro, sono inventate dall’uomo. Quindi non sono normali.

- (riprendendosi da un ottundimento globale) Maaaaaaa, BambinoMio, ecco, no, cioè, ora, io vorrei solo dirti che, insomma, tu devi capire che, aspetta che prendo un paio di appunti va’…(frush frush frush)…quindi con “sopra e sotto” mi intenderesti la consacrata posizione, certo certo, se la bocca mi viene esclusa dal decalogo dell’accoppiamento regolare, certo, certo. No, senti, io volevo farti un discorso più, come dire, profondo, insomma, se vedi (e noi sappiamo che vedi) un video, un film, tipo un porno, e mi rendo conto che insomma sei curioso, insomma, BambinoMio, devi capire che quella non è la realtà di quello che può essere un, una, quando, insomma, che quella roba lì non è proprio fare l’amore con una persona. Recitano, fanno finta, oh ma che caldo fa vero?, insomma, fare l’amore con una persona è qualcosa di meno meccanico, più intimo, più, cioè meno…le espressioni algebriche?

- Oh ma Wii, sai che stiamo insieme già da quattro anni? Ma te ti ricordi il primo giorno che sei venuta alle elementari che non mi vedevi perché mi ero nascosto dietro al Matteo? Mi hai fatto perdere 5 euro, perché avevo scommesso che mi mandavano un’educatrice giovane figa bionda e che me la dava subito.

- Povero caro. Io direi di partire con l’algebra, eh? Apri quadra apri tonda centocinquanta diviso cinquanta… Ma lo sai che non puoi prendere il cellulare, dai!

- C’è una divisione, Wii, lo sai che non so le tabelline e la calcolatrice si è rotta.

- Sì, quando l’hai lanciata verso il muro la settimana scorsa immaginavo che potesse conseguirne un’irregolarità nel funzionamento. Aspetta, però. Ma se fossero, mettiamo, 150 euro e tu dov

- Tre!

- BambinoMio, tu devi sempre pensare che i numeri siano soldi. Da simil-discalculico mi diventi in un lampo un hasperger! E poi, scusa, io ti chiamo Bambino Mio ma lo so che non sei più un bambino.

- No, Wii, va bene, te mi puoi anche chiamare così. Così sono sicuro che mi vuoi bene. E te, mi vuoi bene?

- Alex, tesoro, mi hai appena dato materiale per arginare almeno dieci post I&N! Certo che ti voglio bene…

 

 

Insalata di parole*

Libera libera, libera a 200!

Ma sono ormai due cadaveri! Basta, ogni tentativo di rianimarli è inutile!

Libera, libera, libera a 2e50! Il buio, il lumicino, l’accanimento terapeutico!

Ma guarda che secondo me si stanno già decomponendo, cosa libero cosa? E poi il congiuntivo è un modo verbale assolutamente sopravvalutato. Pure gli accenti, per dire. Anche le maiuscole hanno fatto il loro tempo.

Ehi, cosa sono quelle farfalle?

No, dimmi tu cos’è quella fila di palline, piuttosto! Guarda qui, lo sapevo! Non è materiale organico ‘sta roba qui sulla mano! Ma dai, basta, che schifo! E smetti di annusare!

Sniff, sniff!

Pari un cane da tartufo, pari. Un cane da tartufo per tessuti da arredo.

Le ultime frasi sono strazianti. Ti sto abbracciando forte.

Già che ci sei allora toccami le tette.

L’anno prossimo ne staremo ridendo.

Delle mie tette dici? Be’, se continuo a dimagrire è probabile.

Il caminetto, la Vigilia…

Ecco, fai il piacere di allineare i gusci delle noci ché la bambina mi si sta scompensando.

Abbiamo ottant’anni. Vorrei leggere tipo braille ma con la lingua. Tipo zoccola.

Ma dici che quelle due coglioncelle delle medie stanno ridendo di noi?

Le patetiche, variazioni sul tema “v.m.v.f. “di Ludovico Il Sordo.

Spegniamo la luce? Sono stanca.

Posso lasciare acceso un lumicino piccolo piccolo?

No.

 

*[Si definisce " insalata di parole" l'eloquio disarganizzato e incomprensibile di alcuni pazienti schizofrenici. Secondo me però è più tipo sintomo di grande ricchezza interiore. no?]

 

M. & E. & A.

- Poi si viene a sapere, comunque. Non si può mentire sempre.

- E’ sufficiente convincersi che una persona non abbia niente a che fare con l’altra, che  noi stessi siamo come due persone diverse con l’una o con l’altra. Che sia possibile tenere separate due parti della nostra vita…

- Ma non è possibile! Pensa che io sia qui, con te, e intanto debba pensare a come giustificarmi, poi, per andare da, da un’altra. Come fai a pensare davvero che sia possibile vivere due storie come se si trattasse di entrare e uscire da due sfere di vetro?

- Io non ho detto che sia realmente possibile. Ho detto che basta convincersi di.
Lo sai che non sono una stupida. Sai quanto bene lo conoscessi. Vedi… Un istante prima che lui mi dicesse di avermi tradito, con la stessa persona, per tre anni, un istante prima io avrei scommesso ogni cosa sulla sua fedeltà. E, ascolta bene, aspetta, fammi finire… erano i suoi occhi. Non potevo immaginare che lui mi guardasse dritto negli occhi e riuscisse a mentire. Senza che un solo muscolo del suo viso si contraesse. Tu non sai, non lo conosci. Indovinavo i suoi pensieri da come si piegavano le sue labbra.
Forse è vero che si vede solo quello che si vuole vedere…

- No. E’ solo che uno stronzo è uno stronzo…

- Non potresti vederla diversamente, tu.
Nessuno lo sa. Non voglio. Tu non hai idea di quante persone mi siano venute a raccontare in questi mesi di quanto sia dimagrito e che ha ripreso e fumare e, e… Pensano che sia stata un’idea mia. Pensano che io lo abbia lasciato per te, pensano che ti abbia conosciuto prima.
 Non lo sa nessuno. E’ giusto così.

- Fammi capire. Si è comportato da stronzo e ha pure la consolazione di essere compatito dagli altri? Oh cazzo…

- Perchè? Che senso avrebbe che io dicessi la verità? Sarebbe solo per ferirlo. A me è sufficiente sapere quello che so. A me.

- La verità è che tu gli vuoi troppo bene.

- Sì. E’ vero. Mi dispiace.

- Cazzo, ma allora perchè non torni con lui? Se volesse potrebbe avervi tutte e due, è questo che mi stai dicendo?

- No.
Com’è che sono finita a parlare di lui? Ah. Per dimostrarti che non sempre le cose si vengono a sapere…

DE AMORE

- Prova ad immaginare di essere tu, se ci riesci. Non oggi, non fra un mese. Fra tre anni magari. Incontri un’altra donna, la desideri, ogni giorno di più. Lei ti vuole. E tu non puoi fare a meno di prenderla, di averla. E poi capisci che è me che vuoi, me che ami. Dimmi, che senso avrebbe raccontarmi tutto, dopo?

- Il senso di colpa…

- Vedi? Il senso di colpa, solo quello. Ora prova ad immaginare che io non sopporti di sapere quello che mi hai confessato, che non sopporti più di stare con te DOPO che tu hai capito di volere proprio me. Riesci a sentire la disperazione di quell’istante?

- Sarebbe così. Ho sempre pagato nella vita per gli errori che ho commesso. Mai avuto sconti, mai.
Ma io non potrei farlo. Non l’ho mai fatto. Il momento in cui dovessi desiderare un’altra donna sarebbe il momento di chiudere con te. Non si può mentire pensando davvero che non si sta facendo del male a nessuno perchè nessuno saprà…Non potrei, davvero.
Non parli? Credi che non sia vero quello che ti ho detto?

- Ogni cosa è vera, amore, fino al giorno in cui smette di essere vera.